Non sembra ma La Se na “putAna”

Rivisitazione del dolce popolare “la putana”

Nonna Cesira usava la farina gialla… e il dolce rimaneva nella stua per molte ore🙃

stiamo parlando degli anni 50/60

Ingredienti:

Farina gialla di mais

Farina bianca 00

Uvetta Fichi Noci

Grappa

Lievito per dolci

1/2 uova (facoltative)

Zucchero e sale qb

< strong>Io sono una grande “putAna”<<<

Alcune Ricette di riferimento …

Com’è nata la ”Torta putana”…..elaborato da Nadia<<<<<<<<<<<<<<<<<<
ldyna” ho notato un’ antica ricetta vicentina e allora è scattata in me l’idea di scrivere qui qualcosa sull’origine di questa torta, anche se non si sa molto della sua storia e del perché si chiamasse così. Vi dirò quanto è di mia conoscenza, essendo io una vicentina doc.

Il titolo non faccia venire cattivi pensieri. La "putana" in questione non turberebbe i sonni nemmeno della, compianta da alcuni e vituperata da altri, senatrice Angelina Merlin, perché anzi, essendo lei stessa veneta, ne apprezzerebbe molto le qualità.

La "putana" è un dolce di origini antichissime e viene preparato in un recipiente chiamato "covercio" e posto sotto le braci del camino, quando ancora nelle vecchie case, specie di campagna, si cucinava sul fuoco vivo del grande camino, il "fogolar" simbolo dell'unità familiare. Era fatta con ingredienti poveri, spesso con solo quello che si aveva in casa, proprio per questo le ricette che si trovano in giro sono molto diverse l'una dall'altra (perché tramandate di generazione in generazione): alcuni mettevano la grappa e altri no, spesso si trovavano le noci, a volte si usavano solo le mele e altre volte solo le pere.

Il periodo in cui veniva preparato era quello invernale, in genere dopo le feste natalizie.

La ricetta è della zona vicentina dove "Na feta de putana, un bicer de vin dolse e un bon cafè" è a tutt'oggi il modo migliore di dare il benvenuto agli ospiti.

Così faceva la mia amica Fiorella che, preparata la torta, telefonava agli amici e diceva: ''go fato la putana'' ……e le risate non mancavano! Certo è che quando lo diceva lei, sapevamo si trattava della torta ma se lo sentivamo dire da quella ''gentil signorina'' che frequentava la zona di Ponte Furo e che tutti conoscevamo con il nome di Celestina, di sicuro capivamo ben altro e lascio a voi l'immaginazione!

Una variante è la torta “putana gentile” fatta col pane raffermo, anzicchè con i due tipi di farina. Eccovi come pare sia nato il nome.

L'origine di questo nome pittoresco

Torta putana

attribuito a una torta sembra risalire agli anni immediati del dopoguerra.

Un noto ristoratore di Piazza delle Erbe, a Vicenza, aveva creato una torta – derivazione del "maccafame", antico dolce popolare vicentino – e non aveva ancora trovato un nome da darle.

Frequentatore assiduo del suo ristorante, tutte le sere, era un distinto signore, piuttosto taciturno, sempre vestito elegantemente di scuro.

Come allora succedeva spesso, improvvisamente mancò la luce e, essendo novembre e già buio, il locale piombò nell'oscurità più completa.

Un attimo di silenzio, poi un violento fracasso di piatti rotti.

Riapparve la luce.

Un cameriere che stava portando una torta in sala era inciampato, il piatto era volato fracassandosi mentre il dolce si era posato intatto sul piatto del distinto signore.

"La putana!", esclamò costui, e forse fu l'unica parola sconveniente che avesse mai pronunciato in pubblico.

A questo punto il ristoratore, con un grande sorriso, esclamò:

"Ecco il nome per la mia torta!".

Questa "putana gentile" è una versione ingentilita di quella famosa torta.

Questa la ricetta:

INGREDIENTI (per 8 persone)< strong>-250 gr. di pane raffermo< strong>-200 gr. di zucchero<<<<<<<<<<<<<<<<<<
uello per imburrare la tortiera

-100 gr. di cedrini

-50 gr. di uvetta sultaninia

-5 uova

-1 litro di latte

-rhum

-la scorza grattugiata di 1/2 limone (solo la parte gialla)

-la scorza grattugiata di 1/2 arancia (solo la parte arancione)

-lievito

-pangrattato

-fecola di patate

LA PREPARAZIONE<<<<<<<<<<<<<<<<<<
te il più finemente possibile il pane raffermo e mettetelo in una capace ciotola. Irroratelo con il latte intiepidito, coprite con un canovaccio e tenetelo sino al giorno dopo in un luogo fresco e asciutto. Il mattino successivo sbattete energicamente il pane, che avrà assorbito tutto il latte, con una frusta in modo da ottenere una specie di crema bianca e omogenea. Unitevi, una alla volta, le uova intere, quindi lo zucchero, due cucchiaiate di rhum, la scorza grattugiata degli agrumi, il burro sciolto a bagnomaria, i cedrini tagliati a pezzetti, l'uvetta ammollata in acqua e ben strizzata, una cucchiaiata rasa di fecola di patate mescolata a un pizzico di lievito e fatta scendere a pioggia attraverso un setaccio. Mescolate vigorosamente amalgamando bene il tutto. Imburrate e cospargete di pangrattato una tortiera di 26 cm. di diametro e versatevi il composto. Cuocete la torta in forno a una temperatura di 190°C per circa 50 minuti, sino a quando la superficie sarà ben dorata. Levatela dal forno e lasciatela intiepidire nella tortiera  prima di sformarla. E' ottima sia tiepida che fredda.

Vini consigliati: prosecco o moscato…

>>>http://eldi.it/2009/06/22/come-nata-la-torta-putanaelaborato-da-nadia/< em>

<<<<

ltra ricetta…

http://www.vicenzatoday.it/cucina/ricette–dolci-putana.html< img src=”https://girobloggando.files.wordpress.com/2017/11/img_8742.jpg&#8221; height=”3578″ class=”wp-image-9001″ width=”2594″>

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