Dio è un Padre che ama con il cuore di una Madre

Ogni tanto, mentre confesso e a volte patisco, mi capita di interrompere il penitente che elenca i suoi peccati e di inondarlo di perdono. Già, sentirmi come questo padre buono della parabola che interrompe il figlio che mestamente chiede venia, che non gli lascia terminare la sua bella frase imparata a memoria e ripetuta tante volte…

L’unico peccato che faccio fatica a perdonare è quello di chi si professa giusto, di chi in fondo si crede dalla parte di chi crede di meritarsi Dio…ma davvero qualcuno pensa che Dio si possa meritare?

In questo giorno di sabato, un supplemento di parole tutte rivolte a noi sacerdoti, da una donna, Marina Marcolini, che ci racconta…

“Sono stata fortunata, molto fortunata.

Se quel giorno di dicembre del 2004, dopo 30 anni di divorzio da Dio, in quella chiesa del centro città, invece di quel padre luminoso che mi raccolse in un abbraccio dolcissimo, balbettando stupefatto “proprio da me, proprio da me sei venuta! oh dono! oh felix culpa!”, avessi trovato uno di quei preti radiologi che ti sfrucugliano dentro o un prete contabile, caloroso come una platessa appena estratta dal freezer, che cosa mi sarebbe successo?

La mia fede neonata, traballante ma piena di gioia, sarebbe stata giustiziata sul posto.

Quanti sono stati meno fortunati di me? In certi confessionali lavorano terroristi vestiti da preti. Lo so per certo e lo voglio raccontare, perché se li conosci li eviti. Sono pericolosissimi, capaci di far fuori a mitragliate una dolce nonna incanutita che ha dovuto aspettare mezzo secolo per riuscire a cavar fuori una parola sul dolore straziante di un aborto, capaci di devastare con le armi chimiche un cuore già malconcio per la tristezza di un divorzio, capaci di bloccare ogni tentativo di fuga da vite opprimenti come carceri in nome del Dio da cui si dicono arruolati…

Ogni giorno è una strage. E non solo nei confessionali: ogni domenica una quantità enorme di gas tossici è lanciata dai pulpiti, alcuni sono letali, altri paralizzanti, la maggior parte provoca una faccia da funerale, come un gas esilarante all’incontrario.

E sì che Gesù li aveva messi bene in guardia i suoi pastori: “chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare” (Mt 18,6). I piccoli: in greco “microi”, quelli che cercano ma fanno fatica a credere, che hanno una fede fragile, come tanti di noi.

Ogni giorno è una strage. E poi si domandano perché i praticanti sono sempre meno: e la conta dei morti chi la fa?

Rivoltiamoci, amici, misconosciamo quel dio che i terroristi hanno sulla bandiera, sbugiardiamoli. Il Dio di Gesù ama più di tutti i fragili, gli incerti, i dubbiosi, gli sfiduciati: se li stringe al cuore e non li lascia.”

Fra Giorgio

Delle stupende stelle alpine – forse non c’entrano per niente, ma sono uno stupendo dono di Dio.🌟

ilnestrosesansespine.blogspot.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...