Equinozio

QUANDO CADE  – Ma quando cade esattamente l’equinozio? Quest’anno il primo giorno d’autunno è domenica 23 settembre, precisamente alle 03:54, ora italiana.

PERCHÈ NON IL 21? – Nonostante ciò che si pensi comunemente, le stagioni non sempre cambiano il giorno 21. Questo perché la Terra non ci impiega esattamente un anno a ruotare intorno al Sole, ma lo fa in circa 365 giorni e 6 ore. Perciò ogni anno per tornare nell’esatto punto dell’orbita la Terra ci impiega 6 ore in più. Un tempo che viene poi recuperato ogni 4 anni con l’aggiunta del 29 febbraio (6 ore all’anno x 4 anni = 24 ore, ovvero un giorno) nell’anno bisestile.

PERCHÈ SI CHIAMA COSI’ – Il termine ‘equinozio’ deriva dal latino “aequa-nox“, cioè “notte uguale” in riferimento alla durata della notte uguale a quella giorno. L’equinozio è quel momento della rivoluzione terrestre in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore e in cui i raggi solari colpiscono la Terra perpendicolarmente. Per questo il periodo diurno e quello notturno sono uguali, 12 ore circa ciascuno

www.quotidiano.net/magazine/

welcome, AUTUMN

AutumnAwesomeNatureWord

Equinozio

È il momento in cui l’estate lascia il posto all’autunno, e nel 2018 arriverà a notte fonda

www.ilpost.it/2018/09/22/equinozio-autunno-2018

VIVALDI “The Four Seasons” – Autumn

Cos’è l’equinozio

Il termine equinozio deriva dal latino aequinoctium, a sua volta estrapolato da aequa-nox o aequi-noctis, cioè “notte uguale”. In parole semplici, sta a significare che il giorno e la notte hanno esattamente la stessa durata. Tecnicamente si tratta di una leggera ‘forzatura’, dato che a causa della rifrazione atmosferica e di altri parametri solari il giorno risulta sempre un pizzico più lungo della notte, ma si tratta appunto di una discrepanza di poco conto.

La differenza con i solstizi

Dal punto di vista astronomico gli equinozi avvengono quando il Sole si trova allo zenit dell’equatore, un evento che accade soltanto due volte l’anno. Dall’equinozio d’autunno in avanti la durata della notte inizia a prendere il sopravvento su quella del giorno, con la nostra stella sempre più bassa, un processo che culmina con il solstizio d’inverno del 21 o 22 dicembre. I solstizi, anch’essi due all’anno, a differenza degli equinozi determinano il massimo divario tra il giorno e la notte, col passaggio alla stagione estiva (solstizio d’estate) a giugno e a quella invernale (solstizio d’inverno) a dicembre.

Perché il 22 o il 23 settembre e non il 21?

Torniamo alla domanda posta nel primo paragrafo: perché l’equinozio d’autunno cade tipicamente il 22 (o il 23) settembre e non il 21? Ci sono due distinte ragioni: la prima risiede nella discrepanza tra l’anno astronomico – che dura 365,25 giorni – e il calendario gregoriano, con la conseguente introduzione dell’anno bisestile. Il calendario, in pratica, non prende in considerazione quel quarto di giorno in più necessario alla Terra per compiere un giro interno attorno al Sole (moto di rivoluzione), così equinozi e solstizi perdono ogni anno 6 ore. Con l’introduzione dell’anno bisestile, che cade ogni 4 anni e aggiunge un giorno a febbraio, si vanno a pareggiare i conti con la perdita delle suddette 6 ore l’anno. Questa prima parte serve a spiegare la ragione per cui gli equinozi possono capitare in giorni diversi e non sempre nello stesso. L’equinozio di primavera cade normalmente tra il 19 e il 21 marzo, mentre quello d’autunno è leggermente spostato in avanti, il 22 o 23 settembre, questo perché il moto di rivoluzione della Terra è più lento durante l’afelio, ovvero quando il nostro pianeta si trova alla massima distanza dal Sole (152,1 milioni di chilometri), un evento che avviene tra il 3 il 7 luglio. Ciò fa slittare leggermente in avanti la data effettiva dell’equinozio d’autunno rispetto a quello primaverile.

scienze.fanpage.it

Autumn Leaves – Miles Davis

Le foglie autunnali ci ricordano quanto  bello è lasciare andare le cose morte.

The changing leaves remind us how good it feels to let the dead things go

autunno

LASCIARE ANDARE

L’autunno comporta lasciare andare. Si lascia andare ciò che non serve più (il mallo secco) e ci si apre a nuova vita (la noce). Questo mette un po’ paura perché “lasciare andare” può far pensare chedobbiamo rinunciare a qualcosa di bello e soffrire di conseguenza.
Lasciare andare al contrario significa soprattutto liberarsi da ciò che ci fa soffrire, dall’attaccamento a situazioni, persone e stati d’animo che sono fonte di dolore.

www.dionidream.com/equinozio-autunno/

3 pensieri su “Equinozio

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