Lui ne ha viste cose…

Che noi umani, eccetera: l’ha detta Roy Batty, cioé Rutger Hauer, che oggi compie 75 anni e che di cose ne ha fatte altre, oltre a “Blade Runner”

Nel 1982, poco prima di compiere quarant’anni, Hauer recitò in Blade Runner. Il suo personaggio, Roy Batty, è un replicante cattivo che decide però di salvare Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford. Più che per ogni sua altra scena nel film e più che per ogni altra scena in ogni suo film, Hauer è famoso per il monologo che fa Batty prima di morire. Quello che inizia con «Io ne ho viste cose» e che parla di bastioni di Orione, raggi B e porte di Tannhäuser. Quello che vale la pena riascoltarsi sia in versione originale che in italiano.

Si dice che già sul set del film il monologo fu accolto con lacrime e applausi. Ma è nei giorni dopo l’uscita del film che il monologo divenne uno di quei famosi pezzi di cinema, pieni di aneddoti. David Peoples e Ridley Scott, lo sceneggiatore e il regista, dissero che Hauer scrisse da sé gran parte del monologo. Lui disse di aver aggiunto solo dei pezzi qua e là, compresa la frase “tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”. Va detto che di certo nessuno sapeva cosa fossero le “porte di Tannhäuser”. Probabilmente Hauer prese il nome da quello di un poeta tedesco e di certo da lì in poi è un nome che è stato usato diverse altre volte nella fantascienza.

Dopo Blade Runner, Hauer recitò in Eureka con Theresa Russell e in Ladyhawke con Michelle Pfeiffer. All’inizio volevano fargli fare il ruolo da cattivo ma lui insistette e riuscì a farsi dare quello dell’eroe Etienne Navarre.

Nel 1986 recitò anche in The Hitcher – La lunga strada della paurainterpretando un altro psicopatico e alimentando le paure secondo le quali gli autostoppisti sarebbero tutti dei serial killer. Un anno dopo recitò invece per Ermanno Olmi in La leggenda del santo bevitore, che vinse il Leone d’oro al Festiva di Venezia.

Dagli anni Novanta in poi Hauer ha continuato a recitare, quasi sempre in film piuttosto brutti o proprio brutti. Ha per esempio interpretato l’allenatore Rudi Van Der Merwe nel film Goal! 2: Living the Dream.

Oltre che per il suo aspetto – qualcuno lo chiama “il Paul Newman olandese” – e per alcuni suoi ruoli, Hauer si è fatto notare per il suo impegno a favore dell’ambiente (ha spesso preso posizione a favore di Greenpeace) e per aver fondato una fondazione che fa ricerca sull’AIDS. Ha detto che tra i suoi film preferiti ci sono Hiroshima mon amour, Apocalypse Now, Il cielo sopra Berlinoe i documentari GasLand e Stand van de Sterren. Parlando del suo lavoro ha invece detto:

Il cinema non è fatto per gli attori. Tutti sembrano pensarlo, perché gli attori poi si prendono la fama. […] Un attore non fa o distrugge un film. Alcuni stanno bene nello schermo, ma non sono importanti. Quanti bruttissimi film avete visto in cui c’era un attore bravo, o anche bravissimo, o anche due o tre bravissimi attori? Mi piace pensare di essere un bravo attore, eppure ho fatto alcuni film pessimi. Perché i bravi attori diventano scarsi quando recitano in un brutto film? E quanti sono invece i bei film con attori mediocri?

www.ilpost.it/2019/01/23/rutger-hauer

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