Viva la libertà

Viva la libertà

SPUTARE SULLA LIBERTÀ

Chi, quando si parla di libertà, non pensa ad altro che alla libertà degli automobilisti, alla libertà economica e alla libertà di diventare ricchi, sputa sulla parola “libertà”.
Il titolo è divertente, Al mondo ci sono più zie che lettori (Marcos y Marcos 1989), e riflette la temperie del suo autore, lo scrittore svizzero di Lucerna Peter Bichsel, 70 anni, che critica la grettezza della società contemporanea, inalberando però il vessillo della fiducia nella forza dell’immaginazione, della creatività, dell’estro umano. Proprio per questo egli detesta chi umilia la parola “libertà” applicandola solo al libero mercato, alla furbizia nell’arricchirsi, all’arbitrio di fare ciò che aggrada sempre e comunque. Un pensiero che vorremmo proporre nel giorno della nostra festa nazionale che parla di valori autentici di autonomia, di civiltà, di diritti contro ogni prevaricazione, oppressione e servitù.Purtroppo queste categorie nobili spesso sono solamente ben stampate sui libri di scuola, mentre nell’esperienza quotidiana predomina proprio quello “sputo” sulla vera libertà, fatto di sguaiatezza, di imbrogli, di truffe, di furberie, di condoni, di privilegi, di abili sotterfugi, di abusi codificati talora persino con leggi e con favoritismi formalizzati. È, allora, necessario riproporre un sussulto della coscienza e della moralità che sono la vera anima della libertà. Solo così si pulisce questa parola dagli abusi che fioriscono sulle labbra e nel comportamento di molti. Solo così ritorna ad essere una realtà genuina, vero cuore della società ed espressione della dignità umana.

http://www.avvenire.it

vedi anche l’attuale

BUONISMO

non c'è rosa senza spine By GiuMa

Viva la libertà

Viva la primavera

che viaggia liberamente

di frontiera in frontiera

senza passaporto,

con un seguito di primule,

mughetti e ciclamini

che attraversando i confini

cambiano nome come

passeggeri clandestini.

Gianni Rodari

#25aprile

Wolfgang Fasser e don Luigi concludono la festa di Romena.

“Quando c’e un passaggio – ci dice Wofgang – proviamo a capire la misura nuova della nostra vita, quella misura che ci fa vivere sufficientemente sereni, anche nelle relazioni. Dobbiamo vivere con gioia e convinzione, non sopravvivere!

Possiamo spogliarci ancora del troppo. Più semplice significa più vivibile, significa una vita che reggiamo, che non ci stanca.

Tre i simboli che abbiamo usato all’eremo per concludere l’esperienza di questi giorni: una coperta rossa, simbolo di iniziazione (è avvenuto un cambiamento); una candela, la luce, l’angelo che ci accompagna…da guardare anche nel buio; un pezzo di pane, simbolo della semplicità che ci basta”.

Mi piace l’idea di…

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