Bisogna essere forti per poter essere infinitamente dolci ed essere saggi per permettersi d’essere folli.

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Originally posted on ANOTHERSEA:

Mi piacciono le persone che ti guardano negli occhi,
quelle che mentre tu ti fidi, entrano dentro di te senza presumere di cambiarti.
Quelle che ti fanno sentire importante con il gesto di raccoglierti una ciocca di capelli
con la delicatezza del loro respiro
ed in quell’atto corroborano la certezza del loro esserti accanto.
Mi piacciono le parole posate senza fretta,
in prossimità delle fiducie che prendono strade sempre diverse,
ma che se ti si attaccano alle labbra, diventano il motivo di una musica
che non ti aspettavi di sentire.
Mi piacciono le bocche modulate dai ritmi del silenzio,
nei momenti in cui parlano
le sintonie degli sguardi e le fragranze degli attimi
che dilapidano vite intere
in manciate di secondi.
Mi piacciono le persone capaci di restarti sottopelle,
con il loro dono di mosaici differenti che portano incastri nella tua carne,
donandoti l’eccellenza della completezza senza invadere il tuo mondo.
Mi piacciono le persone che ti ascoltano sul serio,
tenendo tra le dita il filo delle tue parole fino alla fine
e che mentre prestano orecchio alla tua voce,
ti tengono stretta al loro cuore sapendo che
non c’è un altro luogo in cui vorresti stare.
(Magneticamente)
by montgiusi

“mentre prestano orecchio alla tua voce,
ti tengono stretta al loro cuore sapendo che
non c’è un altro luogo in cui vorresti stare.”

mi piace sottolineare queste frasi perché sono convinto

che la “Incapacità di ascolto”

è il male peggiore dei questa nostra società.

Quorle Ar. Ferragosto 2015

non c'è rosa senza spine By GiuMa

Romena Ferragosto 2015

Mi piacciono le persone che ti guardano negli occhi…

Ma vuoi mettere! …potersi guardare negli occhi.

PURTROPPO…
                                SIAMO TORNATi! 
 la nostra ultima meta…
Eremo di  Quorle  – Poppi Ar

   



All’Eremo di Quorle  Fraternità di Romena

Un saluto al saggio Wolfgang
che ci ha invitato ad una breve sosta nel silenzio dell’Eremo.
“Se dovessi sintetizzarla in un’espressione – aggiunge – direi che l’esperienza di Quorle va in orizzontale: non conduce solo su verso l’alto, verso la luce, e non solo in basso, verso il profondo di noi, ma va in orizzontale per abbracciare ogni lato di noi, sia le cose più belle che quelle più fragili, meno mature. E in questo modo ci aiuta…

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