Viaggio nel vecchio anno, nei territori dell’Io nascosto.

https://www.youtube.com/watch?v=FuMTzVQUR5w&feature=emb_title
LA BALLATA DEL TEMPO E DELLO SPAZIO

Questo brano è tratto dal Morality Play “Everyman” musica di Maurizio Fabrizio su testo di Walter Tortoreto
Eseguito al Duomo di Milano
Giugno 2010
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Tempo, mio fratello; tempo, mio nemico.
Spazio mio suono; spazio mia sconfitta.
Dal tuo venire e andare che utile viene alla vita?

Con passo leggero attraversi frontiere,
sali e scendi le montagne che dividono il paese.
Sul mare va la barca, rompe l’acqua con la prua.
Come levrieri scorrono le onde fluenti e rapide.
Se potessi mutarti in uccello e volare lontano…
Chiedi l’ala al falco per veder meglio dal cielo.
Volare lontano, alzarti sulla fame e sulla sete.
Ma sfuggirai alla trappola che in te nascondi?

Tempo, mio fratello: tempo, mio nemico.
Spazio mio suono; spazio mia sconfìtta.
Dal tuo venire e andare che utile viene alla vita?

Da disperse lontananze viene su noi la pioggia.
Avanzare lentamente conquistando il cuore dell’universo
a poco a poco, a occhi aperti, il vento tra i capelli.
Non mettere all’asta i sogni, non affittare l’anima tua.
Levati e alza lo scudo dell’orgoglio.
Con mano regale imbriglia i desideri, innalza il dolore
sulle sconfitte e sui trionfi. Sopra di noi
splende il cielo stellato che gira senza sosta.

Tempo, mio fratello; tempo, mio nemico.
Spazio mio suono; spazio mia sconfìtta.
Dal tuo venire e andare che utile viene alla vita?

Da dove siam venuti domandi e dove andiamo;
nella tua voce è la voce dello spazio.
Se il tuo cammino avesse meta, se avesse senso
danzare nell’aria incalpestata, cantare nel vasto universo,
il cielo prenderesti con il suo venire e andare,
la terra ricamata di profumi, la luce nascosta
nel grembo della notte. Se vuoi guardare l’alba
non lasciare che la notte s’addormenti.

Tempo, mio fratello; tempo, mio nemico.
Spazio mio suono; spazio mia sconfitta.
Dal tuo venire e andare che utile viene alla vita?

Nel cuore del cosmo avrai un asilo di pace.

non c'è rosa senza spine By GiuMa

illustrazione dell’artista coreano Jungho Lee (qui il sito)

Il secondo Io. Una storia di Capodanno.

Post di Rossana Rolando

Immagini delle illustrazioni dell’artista coreano Jungho Lee (qui il sito), con gentile autorizzazione.

Jungho Lee, La stanza del Pensiero, 2015

La strada che volevi prendere

La lettera che volevi scrivere

L’uomo che volevi salvare

Il posto che volevi occupare

La donna che volevi seguire

La parola che volevi sentire

La porta che volevi aprire

L’abito che volevi indossare

La domanda che volevi porre

La camera d’albergo che volevi avere

Il libro che volevi leggere

L’occasione che volevi cogliere¹

Jungho Lee, Conoscenza di sé

Dodici immagini di un viaggio nel vecchio anno che ben rappresentano diramazioni non scelte del proprio esistere, possibilità non attraversate, mondi non esplorati: la strada che non hai intrapreso, la lettera che non hai scritto, l’uomo che non hai salvato, il posto che…

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