Un mostro dell’universo primordiale che pone fine al tempo, allo spazio e alle leggi della fisica

L’immagine dell’orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio al centro della galassia Messier 87, proposta nel 2019 grazie a due anni di rilevamenti dei radiotelescopi dell’Event Horizon Telescope[1]. Nell’immagine si può osservare l’«ombra» del buco nero: la materia attratta al suo interno, riscaldandosi, emette luce osservabile parzialmente grazie ai radiotelescopi, rendendo osservabile la zona “in ombra” all’interno del buco nero.[2]

I buchi neri sono uno dei più grandi misteri dell’astrofisica. Sono un corpo celeste con un campo gravitazionale così intenso da non lasciare sfuggire né la materia, né la radiazione elettromagnetica (la luce, da qui la definizione di “nero”). Il buco nero è il risultato di implosioni di masse sufficientemente elevate. La gravità domina su qualsiasi altra forza, sicché si verifica un collasso gravitazionale che tende a concentrare lo spaziotempo in un punto: al centro della regione è teorizzato uno stato della materia di curvatura tendente ad infinito e volume tendente a zero chiamato singolarità, con caratteristiche sconosciute ed estranee alle leggi della meccanica. Per questo il buco nero non è osservabile direttamente. La sua presenza si rivela solo indirettamente mediante i suoi effetti sullo spazio circostante: interazioni gravitazionali con altri corpi celesti e loro emissioni, irradiazioni principalmente elettromagnetiche della materia catturata dal suo campo di forza.

Buco nero al centro della galassia NGC 4261, distante 100 milioni di anni luce da noi, nella costellazione della Vergine. In base alla velocità di rotazione del disco che lo circonda, la sua massa è stimata a 1,2 miliardi di masse solari, pur occupando un’area non più grande del Sistema Solare.

Fonte: Wikipedia

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2020/07/03/

tech.everyeye.it/notizie/buco-nero-mostruoso-mangia-equivalente-massa-sole-giorno

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Un team di astronomi ha individuato, all’interno del quasar più luminoso mai visto, un buco nero dalle dimensioni spaventose, ben 34 miliardi di volte il nostro Sole. E la sua sola esistenza sta mettendo in crisi ciò che si credeva di sapere sui buchi neri.

Un gigantesco buco nero, noto comeJ2157, grande 34 miliardi di volte la massa del Sole e circa 8.000 volte più grande del buco nero al centro della Via Lattea, assorbe tanta materia da ingoiare l’equivalente di un Sole ogni giorno. È stato scoperto all’interno del quasar più luminoso conosciuto e appartiene all’universo primordiale.

Secondo il dott. Christopher Onken dell’Australian National University (ANU) è un mostro dell’universo primordiale chepone fine al tempo, allo spazio e alle leggi della fisica. Il buco nero della Via Lattea, per raggiungere le stesse dimensioni, “dovrebbe ingoiare i…

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