Il giro d’Italia di Loretta Pavan

Loretta Pavan e il “suo” giro d’Italia: quando la lotta al cancro è più forte del Covid

Loretta Pavan ha 59 anni ed è una ex imprenditrice vicentina. Ha lasciato l’azienda perchè, nel 2006, è stata colpita da un tumore al seno, la stessa malattia che si era portata via le sue due sorelle e altre amiche.

La svolta

Grazie alle cure, Loretta ha sconfitto il cancro e si è messa in sella ad una bici per portare il suo messaggio di speranza nei reparti oncologici di tutta Italia. “E’ stata la mia oncologa, Marcella Gulisano dell’ospedale San Bortolo, a farmi capire che dovevo cominciare a pensare a me stessa, e non più all’azienda. Ho avuto la fortuna di essere curata da molti medici bravi, ma lei è stata davvero il mio angelo custode. Mi ha convinto anche ad aprirmi con mia madre sulla mia malattia: per  4 anni non le avevo detto niente, non volevo farle provare ulteriore dolore e preoccupazione, ma la dottoressa ha capito che avevo bisogno del suo sostegno. E così ho fatto. E una volta finito tutto, è arrivata la bici… E io che non ero mai stata una ciclista!”

Abbracciamo l’Italia

La sua ultima impresa “Abbracciamo l’Italia” è un viaggio di 7000 chilometri (con 70mila metri di dislivello) attraverso la penisola, “isole comprese”, citando il claim di uno storico spot.  Con lei l’amico Giorgio Munari e le tantissime persone che li hanno accolti di tappa in tappa, dal 3 agosto al 12 settembre. Sostenuto dalla Fondazione San Bortolo, il progetto è stato intrapreso per raccogliere fondi a favore degli Amici del Quinto Piano, associazione vicentina, per importanti progetti di cure oncologiche. Per contribuire clicca qui.

abbracciamo l'italia

Il Covid-19

Loretta e Giorgio sono partiti nonostante l’Italia sia ancora nella morsa del Covid-19. “Ci abbiamo pensato a lungo ma abbiamo deciso di non rinunciare. Siamo stati sempre attenti a rispettare le misure di sicurezza e a frenquentare luoghi poco frequentati. Gli unici momenti in cui ho avuto “paura” è stato quando abbiamo preso i traghetti da e per Sicilia e Sardegna. Per fortuna è andata bene…”.

Traghetto Loretta Pavan

L’emozione più grande

“In questi giorni le emozioni sono stati sempre forti ma la visita al reparto oncologico di Cagliari è sicuramente il ricordo più emozionante. L’accogliena di queste donne, alcune di loro anche molto giovani, la loro voglia di conoscere la mia storia, la loro gratitudine per essere giunta fin lì a portare il mio messaggio di speranza mi hanno profondamente colpito. Non dimentichiamoci che queste donne stanno affrontando le cure in periodo di coronavirus, con tutte le difficoltà ad esso connesse. E’ anche grazie a quello che mi hanno trasmesso se ho trovato la forza di arrivare fino in fondo. Perchè non è stato facile, è stato pesante: le persone che di tappa in tappa ci hanno accolto e sostenuto hanno contribuito al successo della nostra sfida. Ricordo una signora che ha fatto 100 chilometri per raggiungermi a Termoli, perdendosi a pochi passi da noi per colpa del navigatore… Purtroppo ho potuto dedicarle poco tempo, i ritmi sonno-veglia sono da rispettare quando si parte alle 3 di notte, ma rimarremo in contatto”.

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Le difficoltà

“Il giro era partito già “in salita” ma non per le strade da percorrere: a pochi giorni dalla partenza mi  si era rotto l’apparecchio acustico, che porto da qualche mese, dopo che la malattia mi aveva portato via anche l’udito. Sono partita lo stesso perchè avevo passato anni senza… Anzi, ne approfitto per suggerire a chi ha lo stesso problema di usare le tecnologie disponibili, sconfiggendo paure e preconcetto: io mi sono trovata benissimo. Una volta arrivati quasi al termine, però, desideravo riaverne uno, perchè sapevo che a Vicenza ci aspettavano tante persone, autorità e giornalisti, e mi sarebbe stato utile. L’azienda mi ha suggerito uno studio a Conegliano e la dotteressa che mi ha ricevuto era stata a una delle mie tappe, a Lanciano! Insomma, questo per dire che la malattia mi ha insegnato a essere positiva nelle difficoltà. Ho cercato di trametterlo anche al mio compagno di viaggio Giorgio, più incline ad essere negativo di me. Nei 7mila chilometri abbiamo bucato solo tre volte, dico solo perchè abbiamo percorso anche strade sterrate, e ci è successo davanti a un meccanico. Insomma, nella sfortuna, una fortuna!”

La prossima impresa

“La prossima impresa? Beh, voi giornalisti le chiamate così, ma per me le imprese sono ben altre… Comunque certo che c’è un nuovo progetto! Ma in questo momento non ne parlo. Ora riordino le pagine che ho scritto in questo viaggio e vorrei pubblicare un libro per condividere questa esperienza anche con chi non ha potuto venire di persona”.

Tutte le immagini sono tratte dalla 

pagina Facebook di Loretta Pavan

www.tinatoday.it/2020/09/17/loretta-pavan-giro-italia-cancro-covid/amp/

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